Quando le vendite da Facebook Ads non crescono, la prima idea di quasi tutti gli imprenditori è investire di più.
A volte è la scelta giusta.
Molto più spesso, però, il problema sta in come vengono spesi i soldi che già ci sono.
In questo articolo ti mostro il caso studio di un e-commerce con cui ho iniziato a collaborare in estate:
- a luglio le campagne avevano generato 3.036€ di fatturato,
- ad agosto 5.830€.
Un aumento del 92% in un solo mese, con lo stesso budget pubblicitario e senza registrare un solo contenuto nuovo.
Ti spiego cosa abbiamo fatto, perché ha funzionato e come puoi capire se anche le tue campagne hanno margini simili.
Il punto di partenza: campagne attive, risultati sotto il potenziale
Quando il cliente mi ha affidato la gestione delle sue campagne Facebook Ads, aveva già delle campagne attive nel suo Business Manager.
Giravano, spendevano e portavano qualche vendita.
Niente di sbagliato in modo evidente, ed è proprio questa la situazione più insidiosa: finché qualcosa arriva, è difficile accorgersi di quanto si sta lasciando sul tavolo.

Spesa pubblicitaria mensile: 918,92€
ROAS di luglio: 3,30
Invece di ripartire da zero o chiedere al cliente di girare nuovi video, ho scelto di lavorare su quello che c’era.
Il budget restava invariato, i contenuti pure.
L’obiettivo era fare in modo che ogni euro investito lavorasse dove aveva più probabilità di trasformarsi in un ordine.
Perché aumentare il budget raramente è la prima mossa giusta
Se una campagna disperde parte della spesa su pubblici o posizionamenti che non comprano, aumentare il budget significa aumentare anche lo spreco, nella stessa proporzione.
Il costo per acquisto resta alto e il margine dell’e-commerce si assottiglia.
Ottimizzare prima di scalare ha un vantaggio concreto: quando poi decidi di investire di più, ogni euro aggiuntivo parte da una base che funziona.
È lo stesso principio che ho descritto nel protocollo per abbassare i costi delle campagne in 30 giorni.
3 leve su cui abbiamo lavorato
1. I gruppi di inserzioni
Il gruppo di inserzioni è il livello in cui si decide a chi mostrare gli annunci, dove e con quale budget. Una struttura troppo frammentata divide i dati tra tanti gruppi piccoli e rallenta l’apprendimento dell’algoritmo; una struttura troppo accorpata rende difficile capire cosa sta funzionando.
Abbiamo rivisto la struttura esistente per concentrare il budget sui gruppi con i segnali di acquisto migliori e dare all’algoritmo dati sufficienti per ottimizzare.
2. Le impostazioni Advantage+ di Meta
Advantage+ è l’insieme delle automazioni con cui Meta decide in autonomia posizionamenti, pubblico e alcune variazioni delle creatività. In molti account funziona bene.
In altri, lasciato completamente libero, distribuisce una parte della spesa su posizionamenti che portano visualizzazioni a basso costo ma quasi nessuna vendita.
Analizzando i dati per posizionamento, abbiamo individuato quelli che assorbivano budget senza generare acquisti e abbiamo ricalibrato le impostazioni.
Il risultato è che la campagna ha smesso di pagare per spazi improduttivi e ha concentrato la spesa dove i potenziali clienti avevano più probabilità di comprare.

3. Le creatività
Nuovi contenuti non erano previsti, quindi abbiamo lavorato su quelli disponibili: quali mandare avanti, quali mettere in pausa e come abbinarli ai posizionamenti giusti.
Un video che rende bene nelle Storie può funzionare molto meno nel Feed, e viceversa.
Dare a ogni creatività lo spazio adatto spesso vale quanto produrne una nuova.
Quando invece arriva il momento di produrre annunci nuovi, due risorse utili sono la Libreria Inserzioni di Meta per studiare le ads dei competitor e un copy per ads scritto per vendere, oltre che per attirare click. Per un e-commerce conta molto anche quale prodotto mettere al centro della comunicazione: ne parlo nell’articolo sull’Halo Product.
I risultati: +92% di fatturato in un mese, e un nuovo record a settembre
Luglio: 3.036€ di fatturato da Facebook Ads.
Agosto: 5.830€, con lo stesso budget e gli stessi contenuti.

Settembre ha poi superato agosto, stabilendo il nuovo record di vendite per il negozio.
Il dato che conta di più, per me, è la tenuta nel tempo. Un picco isolato può dipendere da una promozione o da un periodo fortunato. Due mesi consecutivi di crescita indicano che la struttura delle campagne ora lavora meglio.
Se vuoi vedere altri risultati ottenuti con lo stesso approccio, come la campagna in cui il costo per lead è sceso da 10€ a 2€, trovi tutto nella pagina dei casi studio.
Come capire se anche le tue campagne stanno sprecando budget
Ogni account ha una storia diversa, ma alcuni segnali si ripetono spesso. Vale la pena farsi qualche domanda:
- Sai quanto fatturato genera ciascun posizionamento, oppure guardi solo il dato complessivo della campagna?
- Le impostazioni Advantage+ sono state scelte con consapevolezza o sono rimaste quelle predefinite?
- Le creatività vengono aggiornate in base ai dati o restano attive finché qualcuno se ne ricorda?
Se su almeno una di queste domande hai esitato, è probabile che ci sia margine di miglioramento prima ancora di toccare il budget.
Domande frequenti
Si possono aumentare le vendite da Facebook Ads senza spendere di più?
Sì, quando la campagna attuale ha margini di ottimizzazione su struttura, posizionamenti o creatività. Questo caso ne è un esempio. Se invece l’account è già ben ottimizzato, la crescita passa da budget, offerta o nuovi contenuti.
Advantage+ conviene sempre?
Dipende dall’account. Le automazioni di Meta possono dare ottimi risultati, ma conviene verificare i dati per posizionamento e intervenire quando una parte della spesa rende poco.
Quanto tempo serve per vedere i risultati di un’ottimizzazione?
In questo caso il miglioramento si è visto già nel primo mese di lavoro. I tempi però variano in base al volume di dati dell’account e al budget disponibile.
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