creative strategist chi è cosa fa

Creative strategist: chi è, cosa fa e come sceglierlo?

Il Creative Strategist è una figura professionale ibrida che unisce analisi dei dati e creatività.

Definisce la strategia comunicativa, scrive brief creativi, analizza le performance degli annunci (ROAS, CTR) e ottimizza i contenuti per piattaforme come Meta, TikTok e Google.

Ma cosa può fare per e-commerce e attività locali? Quando serve davvero un creative strategist?

Probabilmente hai già speso soldi in Facebook ads. Hai già cambiato un’agenzia di marketing (forse più di una). E ancora i contatti non arrivano come vorresti.

Spesso il problema non è la piattaforma. E non è nemmeno il media buyer che lancia le campagne sponsorizzate.

Il problema è quello che dici nelle tue pubblicità.

  • La frase sbagliata,
  • il video che non tocca il nervo giusto,
  • l’offerta che non interessa a nessuno.

Qui spiego quando ti serve davvero una persona che pensa alle idee come un creative strategist e quando invece ti basta fare un po’ di ordine.

E lo faccio con esempi veri, senza termini strani.

Chi è il creative strategist?

Il creative strategist è la persona che decide quale storia raccontare nella tua pubblicità per far sì che la gente lasci i dati, chiami o acquisti un prodotto.

Non è un grafico. Non è un video maker. Non è nemmeno quello che sceglie a chi far vedere l’annuncio (quello è un’altra figura, di cui parlo dopo).

È uno che guarda i numeri delle tue campagne passate, capisce perché certi annunci hanno funzionato e altri no, e poi scrive le istruzioni per i prossimi video o testi.

Facciamo un esempio semplice. Un dentista mi ha chiamato perché era arrabbiato con la sua agenzia: “spendo 4.000€ al mese e ricevo solo contatti di gente che non si presenta”.

Lui pensava che il problema fosse l’agenzia. In realtà il problema era quello che diceva nell’annuncio: parlava di “un sorriso bello” ma i pazienti cercavano “mi fa male la dentiera quando mastico”. Bastava cambiare l’angolo comunicativo.

Quello è il lavoro del creative strategist: trovare la comunicazione giusta.

📌 3 SEGNALI CHE POTRESTI AVER BISOGNO DI UN CREATIVE STRATEGIST

  • La gente clicca sulla tua pubblicità ma poi non ti chiama → problema di quello che prometti.
  • Nessuno clicca nemmeno → problema di chi gestisce i soldi (target sbagliato).
  • Non hai mai fatto pubblicità prima → prima impara a spendere 500€ al mese, poi assumi.

Che cosa fa un Creative Strategist nella pratica?

Nella pratica, il creative strategist fa tre cose.

Primo: analizza i numeri delle tue pubblicità passate.
Guarda quanta gente ha cliccato, quanto ti è costato ogni contatto, quali frasi hanno funzionato meglio. Se non hai numeri (perché non hai mai fatto pubblicità), ti dice onestamente di aspettare.

Secondo: propone nuove idee da testare.
Non dice “facciamo un video bello”. Dice “proviamo a dire questa frase invece di quell’altra”. Per esempio: invece di “vieni a provare il nostro laser”, prova “quante ore passi a depilarti ogni mese?”. Sono due modi diversi di parlare allo stesso cliente. Uno funziona, l’altro no. Il creative strategist sa quale testare per primo.

Terzo: scrive le istruzioni per chi realizza i video o i testi.
Non fa lui il lavoro manuale. Dà indicazioni precise: “usa questo tono di voce, parti da questo problema, finisci con questa offerta”. Poi chi disegna o chi scrive esegue. È come un architetto che disegna la casa: non posa i mattoni, ma senza di lui i muratori non sanno dove andare.

Come lavora un Creative Strategist (il metodo passo passo)

Il metodo è semplice, ma richiede disciplina. Ti racconto come lavoro io.

Prima di tutto, chiedo di vedere gli ultimi 30 giorni di pubblicità.

Anche solo screenshot del Business Manager vanno bene.

Voglio capire cosa hai provato e cosa non ha funzionato.

Poi faccio una domanda: “qual è il problema vero del tuo cliente?”.

Se sei un nutrizionista, il problema non è “mangiare sano”. È “non riesco a stare a dieta” o “ho vergogna del mio corpo”.

Se sei un dentista, il problema non è “avere un bel sorriso”. È “ho paura dell’intervento” o “non posso permettermi un impianto”.

A quel punto scrivo tre o quattro hook diversi, ognuna che parte da un problema diverso.

Realizzo degli script video o delle grafiche statiche e lancio una nuova campagna.

Dopo una settimana guardiamo i numeri:

  • Quale frase ha fatto cliccare di più?
  • Quale ha portato più contatti?
  • Quale è costata meno?

Quella che vince la teniamo. Le altre le mettiamo da parte.

E la settimana dopo proviamo tre nuove idee, tenendo quella vincente come riferimento.

Così, mese dopo mese, il costo per ogni contatto scende.

Non perché hai trovato la formula magica, ma perché smetti di buttare soldi su cose che non funzionano.

Un centro estetico di Roma spendeva 2.000€ al mese in pubblicità con un’agenzia che faceva video bellissimi. Ma ogni contatto costava 18€. Ho provato a cambiare solo il testo: invece di “vieni a provare il nostro laser” hanno scritto “quante ore passi a depilarti ogni mese?”. Stessi soldi, stessa campagna sponsorizzata. Il costo di un contatto è sceso a 2€.

Come si diventa creative strategist?

Non esiste un corso universitario per diventare creative strategist. Io ci sono arrivato per caso, e forse è meglio così.

All’inizio facevo solo il copywriter. Scrivevo testi per siti web e blog SEO.

Poi ho iniziato a occuparmi di Facebook Ads perché i clienti mi chiedevano “ok, hai scritto il testo, ma ora chi lo mette su Facebook?”.

Così ho imparato a comprare lo spazio pubblicitario (quello che oggi si chiama media buyer).

Per un paio d’anni ho fatto tutte e due le cose: pensavo le idee e gestivo le campagne.

Per le piccole e medie attività (dentisti, nutrizionisti, estetiste) è nato un problema: non potevano permettersi un’agenzia di marketing da 5.000€ al mese, e nemmeno un creative strategist full time.

Avevano bisogno di qualcuno per guardare i numeri, scrivere le ads e poi gestire le campagne.

Così ho iniziato a offrire proprio questo: un creative strategist freelance senza i pacchetti da agenzia che includono cose che non ti servono.

La domanda sbagliata che fanno tutti gli imprenditori

Quando un imprenditore mi chiama, spesso dice: “cerco un creative strategist”.

Ma la domanda giusta è un’altra: il mio problema è l’idea sbagliata o chi gestisce i soldi su Facebook?

Per rispondere, devi distinguere due ruoli che spesso vengono confusi.

Da una parte c’è chi compra lo spazio pubblicitario: il media buyer.

Questa persona sa impostare la campagna su Facebook, scegliere a chi far vedere l’annuncio (età, zona, interessi) e decidere quanto spendere al giorno.

Se le tue idee sono buone ma i contatti costano tanto, il problema può essere di chi compra lo spazio (target sbagliato, soldi spesi male).

Dall’altra parte c’è chi pensa le idee: il creative strategist.

Questa persona sa leggere i numeri delle tue pubblicità, capire quale frase fa cliccare la gente, proporre nuove frasi da testare e dare istruzioni a chi fa i video o i testi.

Nel mondo ideale lavorano insieme. Nella realtà italiana, spesso manca uno dei due.

Manca chi pensa le idee, così si provano sponsorizzate a caso e si buttano soldi.

Oppure l’agenzia ti dà una persona che dice di fare tutte e due le cose, ma in realtà non è brava in nessuna delle due.

La soluzione pratica per chi spende tra 1.000€ e 5.000€ al mese è semplice: un professionista che lancia le campagne su Facebook, che pensa le idee e che scrive i testi per i video e per le ads.

Perché un dentista (o nutrizionista) dovrebbe pensarci due volte prima di assumere un creative strategist

Non sempre serve. Anzi, nella maggior parte dei casi non serve ancora.

Se spendi meno di 2.000€ al mese in pubblicità, puoi fare da solo.

Con 1.000€ al mese non hai abbastanza soldi per testare tante idee.

Puoi permetterti di provare 2 o 3 annunci diversi al mese.

Lo puoi fare anche da solo, o con chi ti gestisce la pubblicità.

La strategia giusta è mettere l’80% dei soldi su quello che già funziona e usare il 20% per provare una nuova idea a settimana. Dopo due mesi, se vedi che una nuova idea funziona meglio, allora pensa a uno stratega.

Se non hai mai fatto pubblicità prima, stai assumendo qualcuno che lavora senza numeri.

E senza storico, nessuno può sapere cosa funziona.

3 segnali che hai bisogno di uno che pensa le idee (e non di altro)

Il primo segnale è che hai già provato con un media buyer che imposta la pubblicità e sceglie a chi farla vedere ma i risultati non migliorano da due mesi.

Il problema è quello che dici. Servono nuove ads e nuovi hook da testare.

Il secondo segnale è che la gente clicca e poi non ti chiama.

La frase attira ma non convince. Devi provare frasi più vicine al problema vero del cliente. Per esempio, se sei un’estetista e la gente clicca su “offerta laser” ma non prenota, prova “quante ore passi a depilarti ogni mese?”. È un problema reale, sentito da quasi tutte le donne.

Il terzo segnale è che cambi pubblicità ogni settimana ma non vedi miglioramenti. Stai provando a caso, senza un metodo. Uno che pensa le idee ti dà un sistema: ogni settimana testiamo tre frasi, teniamo quella che funziona meglio, e la settimana dopo proviamo altre tre.

Se invece i contatti costano tanto perché chi compra lo spazio sbaglia target e fa vedere la pubblicità a gente fuori zona o troppo giovane, allora prima cambia media buyer. Assumere chi pensa le idee non serve.

Cosa cambia se assumi un libero professionista invece di un’agenzia

Le agenzie piccole funzionano così: hanno un account manager che segue venti clienti e un team “creativo” che lancia le stesse idee per tutti. Tu paghi 3.000€ al mese. Di questi, forse 100€ vanno a chi pensa le idee. Il resto è gestione.

Con un libero professionista paghi solo le ore di lavoro.

Con me ad esempio, lavorerai direttamente con chi ti gestisce le campagne sponsorizzate, non con un intermediario.

Rispondo su WhatsApp in giornata, non dopo tre giorni. E non ti obbligo a comprare la produzione video interna: se hai già un ragazzo che ti monta i video, va benissimo. Se non ce l’hai, ti consiglio qualcuno di economico.

Ti faccio un esempio concreto. Un dentista a Bologna spendeva 5.000€ al mese in pubblicità e pagava un’agenzia 3.500€ al mese. Dopo otto mesi, ogni contatto costava sempre 70€. Ha cambiato e ha iniziato a lavorare con me. Dopo tre mesi, ogni contatto costava 12€ e per ogni euro speso in pubblicità ne tornavano indietro 5,40 invece di 2,10.

Come riconoscere un creative strategist che sa davvero leggere i numeri

Prima di pagare qualcuno, fai queste cinque domande.

Prima domanda: “come fai a sapere se una frase funziona meglio di un’altra?”. La risposta giusta è: “guardo quante persone cliccano e quanto mi costa ogni contatto”. Se ti parla di “brand awareness” o “engagement”, scappa.

Seconda domanda: “mostrami un esempio di un cliente dove hai cambiato solo le parole e i contatti sono aumentati”. Se non ha esempi, anche anonimi, non è credibile.

Terza domanda: “quante idee nuove provi al mese se io spendo 10.000€?”. La risposta giusta è “4-6 idee, con almeno 200€ a test per vedere se funzionano”. Se dice “proviamo tante cose”, non è serio.

Quarta domanda: “come gestisci quando la gente smette di cliccare dopo un po’?”. Deve dire che ogni due o tre settimane si cambiano le frasi e si provano cose nuove. Se dice “basta fare un video bello”, non sa di cosa parla.

Quinta domanda: “qual è stato l’ultimo cliente a cui hai detto ‘non ti servo’?”. Se non ha mai detto di no, non è onesto. Io l’ho fatto tante volte: imprenditori che volevano assumermi ma non avevano né un media buyer né un budget sufficiente. Gli ho detto “prima costruisci le basi, poi mi chiami”. Quello è onestà intellettuale.

Considerazioni finali e prossimi passi

Se quello che hai letto ti sembra interessante e vuoi lavorare con me, scrivimi un messaggio su WhatsApp con gli ultimi 30 giorni delle tue pubblicità (anche solo gli screenshot di Facebook).

In 15 minuti ti dico se il problema è quello che dici o come spendi i soldi, se ha senso per te lavorare con me ora o prima devi fare altro, e quale sarebbe un nuovo hook da testare (senza impegno).

Clicca qui e scrivimi su Whatsapp

contatti stefano aiello

Domande frequenti sui creative strategist

Cosa fa esattamente un creative strategist freelance?

Un creative strategist freelance sviluppa strategie di comunicazione integrata per brand e aziende clienti. Analizza mercati e consumatori, identifica insight rilevanti e crea brief strategici per campagne creative.

Quali competenze deve avere un creative strategist?

Le competenze essenziali includono pensiero strategico, creatività, capacità analitiche e eccellenti doti comunicative. Conoscenza approfondita di ricerca consumer, brand strategy e comunicazione integrata è fondamentale. Competenze tecniche in analisi dati, social listening e strumenti digitali aumentano l’efficacia del lavoro. Soft skills come empatia, resilienza e flessibilità permettono di gestire clienti e progetti complessi. Capacità di storytelling e copywriting strategico completano il profilo professionale ideale

Come scegliere un creative strategist freelance?

Valutare portfolio e case study verificando progetti simili al proprio settore o obiettivi. Chiedere referenze a clienti precedenti per comprendere modalità di lavoro e affidabilità. Verificare la presenza online e il personal branding per valutare coerenza professionale. Organizzare un primo incontro per testare compatibilità, comprensione delle esigenze e approccio strategico

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