Le storie in evidenza sono le raccolte di storie che restano sul tuo profilo Instagram, nei cerchi sotto la bio.
Per molte attività sono un cassetto dimenticato: una raccolta di storie vecchie, copertine tutte diverse, nomi come “Estate 2023” o “Varie”.
Eppure sono una delle prime cose che vede chi arriva sul profilo. Spesso prima ancora dei post.
E chi arriva sul profilo, soprattutto da una sponsorizzata, ha una domanda sola: “Posso fidarmi di questa attività?”
Le storie in evidenza fanno da vetrina del profilo: in pochi secondi devono dire chi sei, cosa fai e perché sceglierti.
In questa guida ti spiego cosa sono le storie in evidenza, come crearle, quali servono a un’attività, come scegliere nomi, copertine e ordine e perché diventano ancora più importanti quando fai pubblicità.
Indice dei contenuti
Storie in evidenza: cosa sono e come si creano
Le storie normali spariscono dopo 24 ore, mentre quelle in evidenza le raccogli in gruppi e restano sul profilo.
Instagram le ha introdotte nel 2017. Compaiono in una sezione del profilo sotto la bio e restano lì finché non le togli; per crearne una si tocca il cerchio “Nuovo”, si scelgono le storie dall’archivio, si sceglie una copertina e si dà un nome (Instagram, Stories Highlights e Stories Archive).
L’archivio, invece, lo vedi solo tu: è il magazzino da cui pescare le storie da mettere in evidenza.

✅ In pratica
Per aggiungere una storia a un’evidenza già esistente, puoi farlo direttamente dalla storia mentre è online (con il tasto “In evidenza”) oppure in seguito dall’archivio. Le interfacce cambiano spesso, ma il principio resta questo: storia, evidenza, copertina, nome.
Storie in evidenza: perché contano per un’attività
Il profilo Instagram di un’attività ha lo stesso compito di un sito: far capire in fretta chi sei e convincere a fare il passo successivo.
La differenza è che chi arriva sul profilo ha pochissima pazienza. Guarda la foto, legge la bio, scorre le prime evidenze, dà un’occhiata ai post. Decide in pochi secondi.
Per questo le storie in evidenza sono preziose: sono l’unico spazio del profilo in cui puoi mettere in ordine le informazioni che contano, nella sequenza che vuoi tu.
A differenza dei post, che seguono l’ordine di pubblicazione, le evidenze le metti nella sequenza che decidi tu.
Ne parlo anche nella guida alle storie Instagram.
Storie in evidenza: le 6 che servono a un’attività
Ecco le sei evidenze che consiglio a quasi tutte le attività locali, ai professionisti e agli e-commerce.

1. Inizia qui
Tre o quattro storie: chi sei, cosa fai, per chi lo fai, cosa ti rende diverso. Se c’è una persona dietro l’attività, mettici la faccia.
2. Servizi o prodotti
Cosa offri, con foto e video veri. Un servizio per storia, con una frase che spiega a chi serve.
3. Risultati
Lavori fatti, prima e dopo, casi concreti. È l’evidenza che convince di più, e anche quella con più regole: per alcune professioni, come avvocati e medici, ci sono limiti precisi su cosa si può mostrare.
4. Recensioni
Le parole dei clienti, meglio se riconoscibili e verificabili: screenshot di recensioni Google, messaggi (con il permesso del cliente), video brevi.
5. Domande frequenti
Prezzi indicativi, tempi, come funziona, dove sei. Ogni domanda che risolvi qui è una domanda in meno in chat, e un dubbio in meno per chi sta decidendo.
6. Contatti
Come prenotare, scriverti o comprare, in un solo passo: un link, un numero, un pulsante. Chi è arrivato fin qui è pronto, non farlo cercare.
⚠️ Attenzione
Le evidenze “Risultati” e “Recensioni” funzionano solo se sono vere. Niente recensioni inventate, niente risultati presi da altri: oltre a essere scorretto, è vietato dalle regole sulla pubblicità ingannevole e, per molte professioni, dai codici deontologici.
Storie in evidenza: esempi per settore
Le sei evidenze di base si adattano a ogni attività. Ecco come cambiano in alcuni settori (esempi indicativi).
Ristorante: Menù (piatti del momento, con prezzi), Chi siamo (la cucina, lo staff), Eventi (serate, menù speciali), Recensioni, Prenota.
Centro estetico o parrucchiere: Trattamenti, Prima e dopo (con il consenso dei clienti), Il team, Prezzi, Prenota.
Studio professionale: Di cosa mi occupo, Come lavoro, Domande frequenti, Contatti. Per avvocati, medici e dentisti, prima di pubblicare risultati o testimonianze conviene verificare cosa consentono le regole della propria professione.
E-commerce: Novità, I più venduti, Come si usa, Spedizioni e resi, Recensioni. L’evidenza su spedizioni e resi, per chi non ti conosce ancora, vale quanto quella sui prodotti.
Palestra o personal trainer: Corsi e orari, Trasformazioni (vere e con il consenso), Prova gratuita, Contatti.
Il principio è sempre lo stesso: mettere in fila le domande che si fa un cliente prima di comprare, e rispondere a ognuna con un’evidenza.
Storie in evidenza: nomi, copertine e ordine
I nomi
Brevi e chiari: si vedono solo le prime lettere. “Servizi” funziona meglio di “I nostri servizi esclusivi”. Niente nomi creativi che nessuno capisce.
Le copertine
Coerenti con il brand: stessi colori, stesso stile, icone semplici o foto riconoscibili. Il loro compito è far capire subito cosa c’è dentro.
L’ordine
Da sinistra a destra, come una piccola presentazione: prima chi sei e cosa fai, poi le prove (risultati, recensioni), infine i dubbi e i contatti.
L’aggiornamento
Almeno una volta al mese: togli le storie vecchie, aggiungi i lavori nuovi, controlla che prezzi e informazioni siano ancora giusti.
Storie in evidenza: gli errori più comuni
Troppe evidenze. Quindici cerchi con nomi diversi confondono. Meglio poche, ben fatte.
Contenuti vecchi. Un’offerta scaduta o un orario cambiato fanno sembrare l’attività trascurata.
Nessuna azione alla fine. Chi guarda le evidenze sta valutando: se nessuna gli dice cosa fare dopo, chiude il profilo.
Copiare il profilo di un concorrente. Le evidenze devono raccontare la tua attività, con i tuoi lavori e i tuoi clienti.
Storie in evidenza e pubblicità: il collegamento che nessuno fa
Quando fai pubblicità su Instagram, una parte delle persone che vedono l’inserzione non clicca subito sul pulsante: va prima sul profilo, per capire chi sei.
Lì trova la bio, le storie in evidenza, i post. E decide se fidarsi.
Ecco perché, prima di lanciare una campagna, controllo sempre il profilo del cliente. Un profilo ordinato, con evidenze chiare, fa lavorare meglio ogni euro speso in pubblicità.
Un salone di tricologia aperto da zero, senza clienti e senza pubblico, ha incassato 29.400 € in 3 mesi con 602 € di pubblicità su Facebook e Instagram (caso studio).
Altri risultati li trovi nei miei casi studio.
Storie in evidenza: chi se ne occupa
Le fai tu
È la strada più semplice: un pomeriggio per riorganizzare tutto, poi dieci minuti al mese per aggiornare. Il difficile è guardare il proprio profilo con gli occhi di chi non ti conosce.
Il social media manager
Può curare grafica, copertine e contenuti. Chiedigli di partire dalle domande dei clienti, oltre che dall’estetica. Se ti manca il tempo per creare contenuti, trovi qualche idea nell’articolo su come creare contenuti se non hai tempo.
Il media buyer
Se fai pubblicità, chi gestisce le campagne dovrebbe controllare anche il profilo: è il punto in cui atterra una parte del traffico che paghi.
Il punto che nessuno ti dice: le evidenze lavorano solo se qualcuno arriva sul profilo
Le storie in evidenza migliori del mondo non servono a niente se il profilo lo visitano in pochi.
Un profilo ordinato aumenta la percentuale di visitatori che diventano clienti. Ma per avere visitatori, servono contenuti che girano o inserzioni che portano persone nuove.
Le due cose vanno insieme: la pubblicità porta le persone, il profilo le convince.
Le storie in evidenza fanno il lavoro del commesso: accolgono, spiegano, rispondono alle domande. Ma qualcuno deve far entrare le persone nel negozio.
Riassumendo
- Le storie in evidenza restano sul profilo sotto la bio: sono la vetrina che vede chi arriva, anche dalla pubblicità.
- Le 6 che servono: inizia qui, servizi o prodotti, risultati, recensioni, domande frequenti, contatti.
- Nomi brevi, copertine coerenti, un ordine logico e un aggiornamento al mese.
Storie in evidenza e sponsorizzate: affida le campagne a un media buyer freelance
Se hai sistemato il profilo e ora vuoi portarci persone nuove, posso aiutarti.
Sono Stefano Aiello, media buyer freelance. Gestisco campagne su Facebook e Instagram per attività locali, e-commerce e infobusiness, e prima di partire controllo sempre profilo, bio ed evidenze.
Nel servizio sono inclusi:
- gestione delle campagne Facebook e Instagram Ads;
- grafiche statiche, testi delle inserzioni e script dei video;
- editing e montaggio dei video;
- assistenza diretta su WhatsApp e report chiari.
Si lavora mese per mese, senza contratti annuali, e parli sempre con me. Qui trovi il servizio di media buyer freelance.
Scrivimi su WhatsApp: mandami il link del tuo profilo Instagram e ti dico cosa sistemerei prima di fare pubblicità.

Domande frequenti sulle storie in evidenza
Come si crea una storia in evidenza su Instagram?
Sul profilo, sotto la bio, tocca il cerchio “Nuovo”, scegli le storie dall’archivio, seleziona una copertina e dai un nome all’evidenza. Puoi anche aggiungere una storia mentre è online, con il tasto “In evidenza”.
Quante storie in evidenza conviene avere?
Per la maggior parte delle attività bastano 5-6 evidenze ben organizzate: inizia qui, servizi, risultati, recensioni, domande frequenti, contatti. Troppe evidenze confondono chi visita il profilo.
Le storie in evidenza scadono?
No, restano sul profilo finché non le togli. Le storie normali invece spariscono dopo 24 ore, ma restano nel tuo archivio, visibile solo a te.
Come si cambia la copertina di una storia in evidenza?
Tieni premuta l’evidenza sul profilo, scegli “Modifica” e poi “Modifica copertina”: puoi usare un’immagine dalla galleria o un fotogramma di una delle storie. Le voci dei menu possono cambiare con gli aggiornamenti dell’app.


