chi è stefano aiello

Stefano Aiello: la mia Storia

Prima di iniziare con gli articoli, lascia che ti racconti una storia: la mia.

Avevo solo un anno, ma sapevo già che il calcio sarebbe stata la mia passione più grande, e correre sui prati verdi della serie A il mio sogno.

Così ho iniziato a giocare a calcio, prima con gli amici giù al parco, poi nella scuola calcio della mia città, la Nino Gravina.

Il tempo passa, inizia la scuola e le giornate passate a studiare, ma la mia testa è sempre fissa su un unico pensiero: il calcio e quella voglia matta di andare agli allenamenti.

“Ci sei solo tu e quella porta davanti…”

Ascoltavo sempre la canzone dei Gemelli Diversi, mi rivedevo tantissimo in quel ragazzino descritto con tanta cura e meticolosità:

Ricordi il tipo che parlava poco? Lui già vedeva il suo scopo, 
dentro lo sguardo bruciava quel fuoco… 

Andava tutto bene: il lunedì, mercoledì e venerdì allenamenti al campo; martedì e giovedì partitelle nel campetto del parco di casa dove la porta era ricavata da un lampione e una macchia sul muro.

A 12 anni arriva l’opportunità della mia vita: a Caserta apre la Juventus Academy, la scuola calcio ufficiale della Juve.

All’inizio non mi interessava molto, ma tutti i miei amichetti decisero di iscriversi.

E quindi cosa fai, non li segui?

Avevamo un affiatamento incredibile.

Eravamo piccoli, avevamo 12 anni appena, ma con Ruben e Claudio giocavamo a memoria, potevano bendarci gli occhi che saremmo stati comunque in grado di passarci la palla e di andare in porta.

C’era solo un problema…

Tifo Napoli.

Ma la voglia di giocare a calcio era troppa, e decido quindi di iscrivermi.

Iniziano gli allenamenti, le prime amichevoli e finalmente a settembre parte il campionato.

Le cose vanno alla grande, anche meglio di quanto mi aspettassi, e divento il capitano della squadra.

Una sera pioveva a dirotto, il campo all’aperto era impraticabile e cosi eravamo andati ad allenarci in palestra.

Ci stavamo allenando al chiuso, e l’ufficio della dirigenza era all’interno del campo coperto.

Ogni tanto, una volta al mese più o meno, si vedeva più movimento del solito.

Gente che entra, gente che esce…

Erano gli osservatori della Juve, venuti da Torino alla ricerca di nuovi talenti da portare sotto la Mole.

E quella sera avevano scelto me.

Finito l’allenamento mi fiondo negli spogliatoi pensando ad una bella doccia calda.

Faceva così freddo quella sera che i miei denti battevano all’infinito.

L’acqua calda della doccia mi dava una leggera sensazione di sollievo e mi aiutava a rilassarmi e a non sentire la stanchezza.

All’uscita dello spogliatoio vedo il mister parlare con mio padre, insieme al direttore della scuola calcio e all’osservatore venuto da Torino.

Siamo a novembre, domenica la Juve giocherà al Delle Alpi contro il Treviso, e il mister mi chiede se volessi andare a vederla.

Ma la bella notizia non era questa, a me della Juve non fregava niente.

Il Napoli era appena ripartito dalla Serie C, e in Serie A simpatizzavo per la Roma, il mio idolo è sempre stato Francesco Totti.

La bella notizia, invece, era che all’osservatore piaceva come giocavo, e voleva invitarmi a Torino per un provino.

Avrei accettato subito, ma mi dicono che ho un paio di giorni per pensarci e per dare la conferma.

In macchina mio padre sembra orgoglioso e fiero di me, siamo entrambi contenti, così torniamo a casa e ne parliamo subito con mia madre.

E qui cala il gelo.

“No. Stefano deve studiare. E poi non possiamo permettercelo.”

Provo a convincerla in tutti i modi, che quella potrebbe essere l’occasione della mia vita, chi sa se ce ne saranno altre in futuro.

Ma non c’è verso.

Mia mamma non vuole farmi partire, e così quando torno ad allenarmi do al mister la brutta notizia.

In realtà quella non è stata l’unica volta in cui non ho partecipato a dei provini.

Per mia mamma la scuola è sempre stata fondamentale, fino alla laurea.

E qualsiasi altra attività, dall’uscire la sera con gli amici al fare sport o persino fare qualche lavoretto estivo, mi avrebbe distratto dagli studi.

Quella non è stata l’unica volta in cui non ho partecipato ad un provino, ma è stata la volta che mi ha segnato di più.

Da lì mi sono demoralizzato e ho abbandonato il calcio professionistico per quasi 5 anni.

Nel frattempo mi sono trasferito, ho cambiato casa e ho perso i contatti anche con gli amici del parco, così non ho toccato un pallone per un po’.

Fino a quando non ho ripreso a giocare con gli amici del liceo, prima a calcetto e poi a calciotto.

Entrare negli spogliatoi…

Tirarsi su i calzettoni…

Allacciarsi le scarpette…

Preparare i riti scaramantici prima di entrare in campo…

Tutto questo mi era mancato tantissimo.

Ma dopo un po’ che perdi il contatto col pallone, mente e corpo non rispondono allo stesso modo ai comandi, e certe cose che prima venivano naturali, adesso sembrano difficilissime.

La voglia di giocare comunque è tanta, così riprendo ad allenarmi, vado a correre tutti i giorni ed il sabato gioco a calcetto con gli amici.

Il ritmo migliora, riprendo confidenza col pallone e torno finalmente a divertirmi.

La voglia di giocare è sempre di più, così inizio ad organizzare anche io le partite, e adesso gioco due volte la settimana: il giovedì a calciotto e il sabato calcetto.

Sono felice.

Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un calciatore, ma ora è tardi, ho finito la scuola e devo decidere cosa voglio fare da grande.

Comunque non mi arrendo: correre su quel prato verde, vedere uno stadio pieno, la gioia di esultare per un goal, sono le sensazioni più belle che abbia mai provato.

Così mi dico: se non posso fare il calciatore, vorrà dire che lavorerò nella dirigenza di una squadra.

Ed ecco perché quando ho dovuto scegliere l’università, ho voluto studiare qualcosa che mi consentisse di guarda il calcio sotto un altro punto di vista: quello aziendale.

Così mi sono laureato in Global Entrepreneurship Economics and Management.

Ho deciso di dedicare molto tempo e molte risorse alla mia formazione, cercando di portare ad un livello sempre maggiore le mie competenze professionali, ed è così che durante il mio percorso formativo ho incontrato molti maestri.

Alcuni lo sono tuttora e devo a loro buona parte di quel che ho imparato fino ad oggi:

  • Frank Merenda, fondatore di Venditore Vincente: il sistema di vendita professionale
  • Piernicola De Maria, fondatore di SimpNess
  • Roberto Re, fondatore della HRD Academy

Perché nasce questo blog?

Perché voglio unire le mie due passioni: il calcio ed il marketing.

Analizzerò i principali brand del mondo del calcio e tutto quello che riguarda la parte amministrativa di una squadra.

Perché sin da piccolo il calcio è stata la mia passione, e visto che non sono riuscito a diventare calciatore, ho continuato a seguirlo appassionandomi anche alla gestione aziendale delle società.

Ho letto articoli, libri, interviste sul business del calcio, e mi sono laureato in economia e management con l’obiettivo di aggiungere alle mie conoscenze skills professionali e avanzate.

Ho sempre desiderato diventare un calciatore, ma ho dovuto dare priorità agli studi e sono stato costretto a rinunciare all’attività agonistica.

Nonostante non sia riuscito a giocare, sono rimasto comunque in contatto col mondo del calcio e sono riuscito lo stesso ad ottenere risultati e a raggiungere un obiettivo.

Sognavo di calcare il prato verde e sentire lo stadio esultare, ma allo stesso tempo ero consapevole che questa gioia era riservata solo a pochi fortunati, e io non rientravo tra quelli.

Così ho fatto un giuramento a me stesso:

Troverò un modo per lavorare nel calcio e realizzare i miei sogni…

Sono solo un bambino che non ha mai smesso di crederci.

Ho giurato a me stesso che avrei iniziato a leggere qualsiasi libro sull’argomento, sarei andato dai più grandi professionisti ed esperti al mondo.

Ho iniziato a raccogliere dati e ad analizzare i bilanci delle principali squadre di calcio europee, e ancora oggi continuo ad aggiornarli…

Così, grazie a questa spinta di motivazione e determinazione, ho aperto questo blog dove spiegherò passo passo le mie idee, le mie ricerche e le mie previsioni future.

E ho intenzione di svelarti tutto nei prossimi articoli….

 

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